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Dal territorio

News, eventi e cultura

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Una luogo inaspettatto e misterioso quello che si trova a 20 km da Roma. A strabiombo sul fiume Arrone, da uno sperone di roccia tufacea si erge la città fantasma di Galeria Antica. Uno dei borghi abbandonati più suggestivi d’Italia. Ogni angolo di questa città profuma di mistero. Galeria Antica, era una città fortificata, di fondazione etrusca. Alla dominazione etrusca seguì quella romana, il paese fu poi spopolato all’epoca delle invasioni barbariche per tornare ad essere centro di aggregazione popolare durante il medioevo. Distrutta dai saraceni, fu poi ricostruita dai Conti di Galeria e subì negli anni diversi passaggi di proprietà tra le più potenti famiglie romane come gli Orsini, i Colonna ed infine i Sanseverino.

Il MISTERO

Oggi di questa antica città rimangono solo ruderi abbandonati e un mistero che aleggia intorno alla fuga repentina dal borgo. Pare, infatti, che dal 1700 la città cominciò a svuotarsi.  Improvvisamente gli abitanti lasciarono le case, abbandonando i loro attrezzi, oggetti personali, abbandonando anche i loro morti, senza dar loro una degna sepoltura. Un comportamento anomalo considerarndo la povertà dell’epoca e la loro religiosità.  Si racconta di una probabile epidemia di malaria, anche se risulta impossibile definirlo con certezza. Gli abitanti rimasti si recarono a solo un chilometro per fondare Santa Maria di Galeria Nuova. Una distanza troppo breve per metterli al sicuro dalla malattia. Cosa, quindi, abbia davvero spaventato i cittadini a tal punto da costringerli a fuggire resterà sempre un segreto nascosto nella storia.

LA LEGGENDA

Un’antica leggenda narra di un fantasma di nome “Senz’affanni” morto circa 300 anni fa e che torna in sella ad un cavallo bianco ogni anno tra le mura di Galeria, cantando e suonando per la sua donna. Molte persone affermano di aver sentito anche rumore di zoccoli e lamenti, in particolare durante l’inverno.

UN VIAGGIO NEL TEMPO

Oggi visitare Galeria antica è possibile. Passeggiare tra le vie della città è come fare un tuffo nel passato. Le abitazioni si sono conservate abbastanza bene, e l’atmosfera che dona questo luogo è davvero suggestiva. Ogni abitazione  è avvolta dalla vegetazione. Un silenzio quasi inquietante rotto solo dal rumore dei passi sulle foglie.

 

 


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Tra le montagne del folignate a circa 600 metri di altidune nasce il borgo incantato di Rasiglia. Un gioiello da scoprire, luogo perso nel tempo, dove lacqua è l’elmento fondamentale. Il picolo borgo medievale è caratterizzato da una fragorosa sorgente, un molino e il piccolo borgo dove ogni percorso è scandito dall’acqua. I ruscelli passano vicino alle case e proprio per questa sua caratteristica viene spesso nominata la Venezia Umbra.

Un borgo delizioso nel cuore verde dell’Italia centrale.


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Dopo l’emergenza sanitaria che ci ha aggredito in questa prima metà del 2020, ci siamo sentiti privati del bene più caro, la libertà. Sicuramente questo periodo in “cattività” ha fatto crescere in ognuno di noi la necessità di avvicinarsi alla natura. Questa ricerca di benessere fisico e mentale ha alimentato la voglia di scoprire le bellezze che ci circondano.

Uno dei luoghi più rivalutati in questi mesi è senza dubbio la montagna: panorami mozzafiato, animali, natura e un’aria fresca e serena che solo questi luoghi riescono a restituire.


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Ogni paese ha le sue radici e le sue tradizioni. Scoprirle è importante e azzarderei necessario. La tradizioni e la cultura di un paese sono un elemento fondante per il senso delle cose, permette a ciò che facciamo, diciamo, pensiamo, di restare anche dopo l’immediato presente.

Ecco curiosità e tradizioni su Sant’Angelo Romano

  1. UNA CITTà SCOMPARSAMedullia era una città che si ribellò ai romani alleandosi con i sabini e fu poi assediata e riconquistata. Dopo l’epoca romana il suo nome scompare letteralmente dalle carte e dalle fonti storiche, e non si sa nulla del suo destino. L’ipotesi fino ad ora avanzata dagli storici è che Medullia sorgesse proprio nel territorio di Sant’’Angelo Romano e che sulle rovine della sua antica rocca sia stato costruito intorno al 1100, il castello Orsini.
  2. IL CASTELLO– Il castello Orsini, uno dei più belli della Valle Sabina, per la sua posizione panoramica che permette di spaziare attraverso i merli sul panorama mozzafiato di tutta la valle fino a Roma e il mare. Nella storia fu protagonista di molte vicende: ospitò le truppe garibaldine durante il processo di unificazione e durante la seconda guerra mondiale subì l’occupazione tedesca. Oggi è visitabile nei week end e al suo interno si trova un museo archeologico.
  3. I TEMPLARI– Secondo la tradizione popolare la chiesa di Santa Liberata è stata consacrata da Bernardo di Chiaravalle, considerato uno dei capi dell’’ordine dei Cavalieri Templari.
  4. IL POZZO DEL MERRO– Nella zona della Selva si trova il Pozzo del Merro, la voragine carsica più profonda del mondo. Circondata dalla vegetazione la cavità ospita sul fondo un lago di cui ancora non si riesce ad accertare la profondità: Secondo i primi studi dell’Università di Tor Vergata, la cavità è profonda più di 392 metri, che è il limite massimo a cui le misurazioni sono giunte. Le sonde calate dalla sua scoperta in poi non hanno toccato il fondo, e gli studi proseguono.
  5. LE CIAMMELLE – Sono la specialità gastronomica del paese”. La forma intrecciata è simbolica e nel passato gli incroci venivano marchiati con timbretti in legno (ogni famiglia aveva il suo particolare) utilizzati per consentire il riconoscimento dopo la cottura, che avveniva nel forno comunale.  Gli ingredienti usati sono semplicissimi: solo farina, acqua, sale e olio DOP della Sabina, prodotto d’eccellenza di queste terre


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ll Giardino di Ninfa compie 100 anni! Un posto dove la realtà incontra la fantasia. Preparatevi a sognar tra i colori e i profumi di questo parco di straordinaria bellezza.
Nove ettari di puro incanto Piante provenienti da tutto il mondo adagiate sulle antiche rovine di una città medievale, è  attraversato da numerosi ruscelli e dal fiume Ninfa. Il Giardino di Ninfa non smette mai di stupire, per questo luogo voluto dalla nobile famiglia Caetani, è probabilmente l’anno più bello.

ORARI
DA LUGLIO A SETTEMBRE:
9.00 – 18.30
DA OTTOBRE A NOVEMBRE:
9.00 – 15.30

Dal 31 luglio al 9 agosto riapre l’antico Castello di Ninfa, tra le rovine sotto la torre della rocca andrà in scena lo spettacolo ”or_Land_o – Paesaggi sonori del Furioso”. Prima della rappresentazione sarà possibile visitare il giardino all’imbrunire.
✅Info e ticket: https://bit.ly/32QjCyM

 

Il Giardino di Ninfa si trova a Cisterna di Latina, in provincia di Latina, tra i comuni di Norma e Sermoneta. Esattamente sulla Via Provinciale Ninfina, 68, 04012 Cisterna di Latina LT

l’ingresso è regolato da visite guidate, con partenza ogni dieci minuti dal costo di 15 euro.

– la visita dura un’ora circa e al suo termine non è possibile trattenersi nel Giardino, ma è possibile visitare l’hortus conclusus, un giardinetto all’italiana risalente al XVII secolo, dall’impianto regolare, caratterizzato da un agrumeto e vasche con cigni

– All’interno del Giardino non è possibile pranzare al sacco o fare un pic-nic

– le visite guidate sono garantite anche in caso di pioggia.

– il Giardino è agevolmente percorribile da carrozzine e sedia a rotelle

– i cani sono ammessi purchè non superino i 5kg di peso, al guinzaglio corto e portando con sè gli appositi sacchettini.

Prenotare esclusivamente online sul sito www.giardinodininfa.eu


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Un paesaggio naturale davvero incantevole quello del lago di San Benedetto a Subiaco.  Una destinazione da non perdere per resatre affascinati dalla grandezza della natura. Si tratta di un lago del Lazio di origine artificiale circondato da rocce calcaree nella valle sottostante il Monastero Benedettino di Subiaco. Un vero e proprio paradiso naturale: lahetto dalle acque color smeraldo, dove si getta il fiume Aniene, che vanno poi a ricreare una suggestiva cascata. I Caraibi a due passi da Roma spesso viene così definito questo luogo situato tra i Monti Simbruini.


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Un paesaggio mozzafiato quello ci accompagna alla volta di Spello un borgo medievale in provincia di Perugia. Quando si visita questo paese alle pendici del Monte Subasio, non si può far altro che rimanerne incantati. Una passeggiata, quella tra i vicoli fiorati del paese, che racconta una fiaba. Vicoli, balconi muri.. un’esplosione di colori e profumi che rendono questa parte dell’Umbria unica nel suo genere. Tutto sta a far da cornice alla bellissima pietra rosa con la quale le abitazioni di Spello sono costruite, il paese è stato infatti edificato con il calcare rosato dello stesso monte Subasio, e ciò dona alle abitazioni un colore spettacolare al calar del sole. Un sogno incantevole dal quale farsi rapire.

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Da visitare anche:

La chiesa di Santa Maria Maggiore – La chiesa di Sant’Andrea – La villa dei mosaici

Un po’ di Storia

Le mura romane fortificate di Spello, sono ritenute le meglio conservate d’Italia.  Ne sono una testimonianza i vari ritrovamenti come la villa dei mosaici, le chiese e i vicoli antichi. Si aggiungono poi opere d’arte di inestimabile valore lasciate dal Pinturicchio

In epoca romana l’imperatore Augusto conferì a Spello il titolo di Splendissima Colonia Julia. Ci sono. 3 porte d’accesso: la Porta Consolare, la Porta Urbica e la Porta Venere.

Ancora visibili sono i resti dell cinta muraria, che servì da fondamenta a quella medioevale, quelli del teatro, dell’anfiteatro e delle terme. La più famosa è la Porta Venere con le Torri di Propezio. Principale porta di ingresso alla città, la Porta prende il nome dal ritrovamento di un busto di Venere nel vicino tempio di Fidelia; Alla Porta Urbica, invece, è associata una leggenda legata al paladino Orlando che sarebbe stato tenuto prigioniero in uno stanzone attiguo a Porta Venere.


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IL Museo Archeologico Nazionale di Palestrina è ospitato nello storico palazzo Colonna Barberini e custodisce la gran parte dei reperti archeologici trovati in città, sia quelli di recentissima acquisizione che quelli storici della collezione barberiniana prenestina.

Sono sedici le sale che compongono il Museo tra statue, altari, ciste e mosaici. All’uscita del Museo c’è la splendida area archeologica all’aperto con i resti delle strutture architettoniche e degli imponenti terrazzamenti dell’antico Santuario della Fortuna Primigenia. Si scendono le scale e si arriva sulla Terrazza degli emicicli.

La visita guidata ha la durata di 1h e 30minuti e comprende il museo e l’area archeologica del santuario di Fortuna Primigenia.

Orario di visita: sabato e domenica dalle ore 9,00 alle ore 20,00. La biglietteria chiude un’ora prima (ultimo ingresso ore 19,00).

Orario di apertura dell’area archeologica del Santuario della Fortuna Primigenia: Gennaio e Febbraio: 9.00-16.00; Marzo: 9.00-17.00; Aprile: 9.00-18.00; Maggio: 9.00-18.30; Giugno-Agosto: 9.00-19.00; Settembre: 9.00-17.30; Ottobre: 9.00-17.00; Novembre e Dicembre: 9.00-16.00

Chiusura: il 1 gennaio e il 25 dicembre, salvo aperture straordinarie su progetto MiBACT.

Biglietto: intero 5,00 euro; agevolato 2,00 euro (dai 18 ai 25 anni), fatte salve le agevolazioni previste dal regolamento di ingresso ai luoghi della cultura italiani, consultabili nel sito web del MiBACT.

Il sito dispone di parcheggio gratuito per 2 autobus turistici.

Due ascensori rendono fruibile la visita nei tre piani del museo archeologico anche per chi avesse problemi motori.

DA VEDERE A PALESTRINA :

Da non perdere la bella cattedrale di S. Agapito

Nel corso degli ultimi mesi è stato portato a termine il progetto di restauro e valorizzazione della cripta della Basilica Cattedrale di Sant’Agapito Martire, in Palestrina che restituisce al pubblico l’area archeologica situata sotto l’altare maggiore, riscoperta nel 1972 in occasione dei lavori di adeguamento postconciliari del presbiterio della chiesa, operati dall’arch. Furio Fasolo, fino ad oggi però mai resa fruibile. L’inaugurazione si terrà nella Cattedrale di S.Agapito alle ore 11,00 di lunedì 17 agosto e con essa si apriranno le due giornate celebrative in onore del Santo Martire Patrono della Città e Diocesi.


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Roccascalegna è un piccolo centro di 1.400 abitanti in provincia di Chieti.

La sua posizione lo fa diventare uno dei più poderosi e affascinanti d’Abruzzo.

La leggenda

Il Castello di Roccascalegna ha per protagonisti Corvo de Corvis e l’editto dello“Ius Primae Noctis”, attraverso il quale, nel 1646, il fantomatico Barone obbligava ogni novella sposa del Feudo di Roccascalegna a passare la prima notte di nozze con lui invece che con il marito. Nessuno poteva opporsi. Non si sa bene se una sposa novella, o se il marito geloso travestito a sua volta da sposa, abbia accoltellato il Barone nel talamo nuziale mettendo fine a questa prepotente pratica. Il Barone, morente, pare abbia lasciato la propria impronta della mano insanguinata su di una roccia della torre e benché si provasse a lavare il sangue dalla roccia, esso continuava a riaffiorare e ci sono tutt’oggi persone anziane che sostengono di aver visto la “mano di sangue” anche dopo il crollo. Attualmente a Guardiagrele(CH) ad agosto, si svolge una manifestazione storica in chiave divertente e ironica per raccontare questa antica pratica.

L’etimologia:

La prima ipotesi, risalente al termine “Rocca-scarengia”,documentato nel Catalogus Baronum nel 1379 come possesso del Conte di Manoppello. Secondo uno studio francese “scarengia”, derivante da “scarenna”, sta ad indicare il fianco scosceso di una montagna. Successivamente c’è stata la trasformazione di Scaregna in Scalegna. L’altra ipotesi è quella che l’origine derivi da un nome personale longobardo “Aschari” e successivamente, Roccascalegna.

Il castello è aperto ogni anno da marzo ad ottobre il sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, mentre nei mesi di luglio ed agosto è aperto tutti i giorni fino alle 19. Dal centro del paese imboccate le viuzze in salita che vi condurranno verso il castello fino a raggiungere l’antica chiesetta da cui parte la rampa che vi porterà fino alle mura del castello.


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Roma è la città con la maggiore quantità di aree verdi in Europa. La villa più grande è Villa DORIA Pamphili a nord-ovest di Roma. È la destinazione di passeggiate, jogging e escursioni domenicali.

Un ottimo luogo per passare una domenica tra natura e relax

VILLA DORIA PAMPHILJ

Gli ingressi principali

– Via Aurelia Antica
– Via San Pancrazio
– Via Leone XIII
– Largo Casale Vigna Vecchia
ORARI Il parco di Villa Pamphili è aperto tutti i giorni dalle 07.00 fino al tramonto.
PREZZI L’ingresso al parco è gratuito.
Ecco cosa non perdere: 
Un bellissimo giardino a labirinto e la storica costruzione da caccia “il Casino del Bel Respiro”, detto anche dell’ Algardi dal nome dell’architetto-scultore bolognese che ha curato la realizzazione, fu voluto dal Pontefice Innocenzo X (Giovanni Battista Pamphilj), che lo fece edificare a partire dal 1644 nel parco di Villa Pamphilj.
 Fontane bellissime tra cui quella del Cupido e lo stagno.
 La cappella di famiglia ma anche la pineta attrezzata sia per i bimbi che per chi volesse fare sport all’aria aperta. Un bellissimo roseto nei pressi del casino.



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