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Un paesaggio naturale davvero incantevole quello del lago di San Benedetto a Subiaco.  Una destinazione da non perdere per resatre affascinati dalla grandezza della natura. Si tratta di un lago del Lazio di origine artificiale circondato da rocce calcaree nella valle sottostante il Monastero Benedettino di Subiaco. Un vero e proprio paradiso naturale: lahetto dalle acque color smeraldo, dove si getta il fiume Aniene, che vanno poi a ricreare una suggestiva cascata. I Caraibi a due passi da Roma spesso viene così definito questo luogo situato tra i Monti Simbruini.


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Un paesaggio mozzafiato quello ci accompagna alla volta di Spello un borgo medievale in provincia di Perugia. Quando si visita questo paese alle pendici del Monte Subasio, non si può far altro che rimanerne incantati. Una passeggiata, quella tra i vicoli fiorati del paese, che racconta una fiaba. Vicoli, balconi muri.. un’esplosione di colori e profumi che rendono questa parte dell’Umbria unica nel suo genere. Tutto sta a far da cornice alla bellissima pietra rosa con la quale le abitazioni di Spello sono costruite, il paese è stato infatti edificato con il calcare rosato dello stesso monte Subasio, e ciò dona alle abitazioni un colore spettacolare al calar del sole. Un sogno incantevole dal quale farsi rapire.

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Da visitare anche:

La chiesa di Santa Maria Maggiore – La chiesa di Sant’Andrea – La villa dei mosaici

Un po’ di Storia

Le mura romane fortificate di Spello, sono ritenute le meglio conservate d’Italia.  Ne sono una testimonianza i vari ritrovamenti come la villa dei mosaici, le chiese e i vicoli antichi. Si aggiungono poi opere d’arte di inestimabile valore lasciate dal Pinturicchio

In epoca romana l’imperatore Augusto conferì a Spello il titolo di Splendissima Colonia Julia. Ci sono. 3 porte d’accesso: la Porta Consolare, la Porta Urbica e la Porta Venere.

Ancora visibili sono i resti dell cinta muraria, che servì da fondamenta a quella medioevale, quelli del teatro, dell’anfiteatro e delle terme. La più famosa è la Porta Venere con le Torri di Propezio. Principale porta di ingresso alla città, la Porta prende il nome dal ritrovamento di un busto di Venere nel vicino tempio di Fidelia; Alla Porta Urbica, invece, è associata una leggenda legata al paladino Orlando che sarebbe stato tenuto prigioniero in uno stanzone attiguo a Porta Venere.


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IL Museo Archeologico Nazionale di Palestrina è ospitato nello storico palazzo Colonna Barberini e custodisce la gran parte dei reperti archeologici trovati in città, sia quelli di recentissima acquisizione che quelli storici della collezione barberiniana prenestina.

Sono sedici le sale che compongono il Museo tra statue, altari, ciste e mosaici. All’uscita del Museo c’è la splendida area archeologica all’aperto con i resti delle strutture architettoniche e degli imponenti terrazzamenti dell’antico Santuario della Fortuna Primigenia. Si scendono le scale e si arriva sulla Terrazza degli emicicli.

La visita guidata ha la durata di 1h e 30minuti e comprende il museo e l’area archeologica del santuario di Fortuna Primigenia.

Orario di visita: sabato e domenica dalle ore 9,00 alle ore 20,00. La biglietteria chiude un’ora prima (ultimo ingresso ore 19,00).

Orario di apertura dell’area archeologica del Santuario della Fortuna Primigenia: Gennaio e Febbraio: 9.00-16.00; Marzo: 9.00-17.00; Aprile: 9.00-18.00; Maggio: 9.00-18.30; Giugno-Agosto: 9.00-19.00; Settembre: 9.00-17.30; Ottobre: 9.00-17.00; Novembre e Dicembre: 9.00-16.00

Chiusura: il 1 gennaio e il 25 dicembre, salvo aperture straordinarie su progetto MiBACT.

Biglietto: intero 5,00 euro; agevolato 2,00 euro (dai 18 ai 25 anni), fatte salve le agevolazioni previste dal regolamento di ingresso ai luoghi della cultura italiani, consultabili nel sito web del MiBACT.

Il sito dispone di parcheggio gratuito per 2 autobus turistici.

Due ascensori rendono fruibile la visita nei tre piani del museo archeologico anche per chi avesse problemi motori.

DA VEDERE A PALESTRINA :

Da non perdere la bella cattedrale di S. Agapito

Nel corso degli ultimi mesi è stato portato a termine il progetto di restauro e valorizzazione della cripta della Basilica Cattedrale di Sant’Agapito Martire, in Palestrina che restituisce al pubblico l’area archeologica situata sotto l’altare maggiore, riscoperta nel 1972 in occasione dei lavori di adeguamento postconciliari del presbiterio della chiesa, operati dall’arch. Furio Fasolo, fino ad oggi però mai resa fruibile. L’inaugurazione si terrà nella Cattedrale di S.Agapito alle ore 11,00 di lunedì 17 agosto e con essa si apriranno le due giornate celebrative in onore del Santo Martire Patrono della Città e Diocesi.


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Roccascalegna è un piccolo centro di 1.400 abitanti in provincia di Chieti.

La sua posizione lo fa diventare uno dei più poderosi e affascinanti d’Abruzzo.

La leggenda

Il Castello di Roccascalegna ha per protagonisti Corvo de Corvis e l’editto dello“Ius Primae Noctis”, attraverso il quale, nel 1646, il fantomatico Barone obbligava ogni novella sposa del Feudo di Roccascalegna a passare la prima notte di nozze con lui invece che con il marito. Nessuno poteva opporsi. Non si sa bene se una sposa novella, o se il marito geloso travestito a sua volta da sposa, abbia accoltellato il Barone nel talamo nuziale mettendo fine a questa prepotente pratica. Il Barone, morente, pare abbia lasciato la propria impronta della mano insanguinata su di una roccia della torre e benché si provasse a lavare il sangue dalla roccia, esso continuava a riaffiorare e ci sono tutt’oggi persone anziane che sostengono di aver visto la “mano di sangue” anche dopo il crollo. Attualmente a Guardiagrele(CH) ad agosto, si svolge una manifestazione storica in chiave divertente e ironica per raccontare questa antica pratica.

L’etimologia:

La prima ipotesi, risalente al termine “Rocca-scarengia”,documentato nel Catalogus Baronum nel 1379 come possesso del Conte di Manoppello. Secondo uno studio francese “scarengia”, derivante da “scarenna”, sta ad indicare il fianco scosceso di una montagna. Successivamente c’è stata la trasformazione di Scaregna in Scalegna. L’altra ipotesi è quella che l’origine derivi da un nome personale longobardo “Aschari” e successivamente, Roccascalegna.

Il castello è aperto ogni anno da marzo ad ottobre il sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, mentre nei mesi di luglio ed agosto è aperto tutti i giorni fino alle 19. Dal centro del paese imboccate le viuzze in salita che vi condurranno verso il castello fino a raggiungere l’antica chiesetta da cui parte la rampa che vi porterà fino alle mura del castello.


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Roma è la città con la maggiore quantità di aree verdi in Europa. La villa più grande è Villa DORIA Pamphili a nord-ovest di Roma. È la destinazione di passeggiate, jogging e escursioni domenicali.

Un ottimo luogo per passare una domenica tra natura e relax

VILLA DORIA PAMPHILJ

Gli ingressi principali

– Via Aurelia Antica
– Via San Pancrazio
– Via Leone XIII
– Largo Casale Vigna Vecchia
ORARI Il parco di Villa Pamphili è aperto tutti i giorni dalle 07.00 fino al tramonto.
PREZZI L’ingresso al parco è gratuito.
Ecco cosa non perdere: 
Un bellissimo giardino a labirinto e la storica costruzione da caccia “il Casino del Bel Respiro”, detto anche dell’ Algardi dal nome dell’architetto-scultore bolognese che ha curato la realizzazione, fu voluto dal Pontefice Innocenzo X (Giovanni Battista Pamphilj), che lo fece edificare a partire dal 1644 nel parco di Villa Pamphilj.
 Fontane bellissime tra cui quella del Cupido e lo stagno.
 La cappella di famiglia ma anche la pineta attrezzata sia per i bimbi che per chi volesse fare sport all’aria aperta. Un bellissimo roseto nei pressi del casino.



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